INTOLLERANZE ALIMENTARI

13 Jan 2010
Parola all'esperto

INTOLLERANZE ALIMENTARI

di Raffaella Paganessi

La Dott.ssa Raffaella Paganessi, è iridologa, kinesiologa, naturopata, esperta in medicina cinese e alimentazione naturale, scrive su riviste specializzate ed esercita nei suoi centri olistici.



Una reazione negativa al cibo può generare, nei casi più gravi, un’allergia mentre in quelli più lievi una intolleranza. Le INTOLLERANZE ALIMENTARI si differenziano dalle ALLERGIE ALIMENTARI perché non provocano mai shock anafilattico e sono reversibili. Generalmente il sistema immunitario protegge il corpo dalle proteine estranee dannose scatenando una reazione per eliminarle.
Si parla infatti di ALLERGIA, quando una reazione violenta a un cibo o a uno dei suoi componenti, scatena una reazione immunitaria. Un allergene, presente in un alimento innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi. Gli anticorpi producono il rilascio di sostanze chimiche, come l’istamina, che provocano svariati sintomi come, prurito, naso che cola, tosse o affanno. Le allergie alimentari sono spesso ereditarie e vengono in genere diagnosticate nei primi anni di vita.
Anche se le razioni allergiche possono manifestarsi con qualunque alimento, alcuni di loro sono molto più reattivi, come per esempio il LATTE, le UOVA, LE FARINE, la FRUTTA e tutti i tipi di LIEVITO.
Le allergie sono sempre irreversibili, cioè quando ci viene riscontrata una reazione allergica nei confronti di un alimento, questa perdurerà per tutto il corso della vita, come per esempio la CELIACHIA.
In questo articolo ci occuperemo di INTOLLERANZE ALIMENTARI.
L’intolleranza è sempre una reazione negativa nei confronti di un alimento o di più alimenti, può essere silente o provocare diverse sintomatologie simili all’allergia, nausea, diarrea, crampi allo stomaco, asma, riniti..., ma la reazione non coinvolge nello stesso modo il sistema immunitario.
Rispetto alle allergie, le ipersensibilità alimentari hanno una reazione molto più lenta, insidiosa e tardiva, caratterizzate prima da sintomi, difficilmente identificabili, come affaticamento, nervosismo, aumento o perdita ingiustificati di peso; in seguito possono verificarsi stanchezza cronica, coliche addominali cefalea, eczemi e dermatiti riniti con naso chiuso o ipersecrezioni nasali, disturbi del sonno, dolori articolari o muscolari, costipazione o diarrea, coliti, ritenzione idrica, cellulite, sovrappeso…
Mentre le allergie colpiscono circa il 5% della popolazione, è quasi impossibile trovare una persona che non abbia qualche intolleranza. Da recenti studi è emerso che circa la maggioranza della popolazione manifesta intolleranze alimentari.
Le intolleranze possono essere genetiche o acquisite.
Le intolleranze acquisite possono comparire sia gradualmente nel corso degli anni, oppure manifestarsi improvvisamente, a volte in presenza di situazioni di stress fisico o psichico, dopo malattie, diete squilibrate, abusi alimentari o farmacologici.
Quando si verificano queste circostanze, il sistema immunitario riconosce come nemici gli alimenti intolleranti e quindi li combatte sviluppando le varie sintomatologie di cui si è detto.
Per esempio è molto frequente in casi di asma bronchiale o di riniti allergiche, diagnosticate come allergie ecologiche, riscontrare una intolleranza alle farine, ai lieviti o al latte e ai suoi derivati.
Le sostanze alimentari introdotte nel nostro organismo hanno bisogno di un adattamento per essere assorbite e diventare parte di noi: tutto ciò che proviene dal mondo esterno viene vagliato dal nostro sistema immunitario. Le cellule del sistema immunitario hanno il compito di riconoscere il cibo ed eventualmente difenderci da questo, qualora risultasse dannoso. La mucosa intestinale, particolarmente ricca di difese immunitarie, riconosce immediatamente le sostanze intolleranti, favorendone la loro eliminazione; tuttavia una costante assunzione, a volte inconsapevole, di alimenti intolleranti può provocare uno stimolo che porta all’irritazione dell’intestino. L’intolleranza pur non sviluppando reazioni violente come le allergie, conducono a una infiammazione continua dell’organismo, una specie di lenta intossicazione, alla quale il sistema immunitario risponde indebolendosi.
Le interferenze con il sistema immunitario possono essere all’origine di molte patologie; in particolare il continuo stimolo dell’immunità porta alla formazione endogena di radicali che danneggiano i tessuti con conseguenze per la salute. Oltre a ciò, che finora si è detto, le intolleranze possono generare sintomi generici non correlabili a patologie vere e proprie quali: sovrappeso e magrezza eccessiva, o un precoce invecchiamento della pelle causato, appunto dall’alto numero di radicali liberi circolanti nel sangue.
L’alimentazione e lo stile di vita sono universalmente riconosciute come cause principali di intolleranza. L’assunzione costante di alimenti quali: latte e latticini, uova, farine raffinate e lievitate, (pane, grissini, pizza, biscotti..), prodotti a lunga conservazione, grassi animali, (presenti in numerosi preparati industriali), con conseguente scarso apporto di verdura, pesce, legumi, e loro derivati, possono favorire l’insorgere delle intolleranze.
Per quanto riguarda il latte è necessario spendere qualche parola in più. Il latte è fonte di frequentissima intolleranza, ma alimento di grandissimo consumo, anche dovuto alla diffusa certezza che sia un cibo quasi indispensabile per una completa alimentazione. In realtà la specie umana è riuscita a sopravvivere per milioni di anni cibandosi di frutti, bacche, carne e pesce, prima di arrivare a mungere un animale addomesticato; come se ciò non bastasse nel mondo ci sono molte popolazioni che non hanno mai bevuto latte. Anche gli additivi chimici rappresentano un meccanismo quantitativamente rilevante e pericoloso dell’aggressione alimentare. I coloranti per esempio sono una categoria di additivi del tutto inutile e superflua, ma altamente nociva, e presente in quasi tutti gli alimenti di origine industriale.
Si è rilevato che la terapia farmacologica delle intolleranze dà risultati solo parziali e mai definitivi, poichè si agisce sul sintomo e non sulla causa. Con una dieta che elimini, per un certo periodo di tempo, i cibi intolleranti, individuati attraverso i test, si può favorire la risposta del sistema immunitario intestinale e favorire il recupero degli alimenti. L’esclusione dalla dieta degli alimenti individuati per periodi di tempo che variano da soggetto a soggetto, dà all’organismo la possibilità di riequilibrare il sistema immunitario e permette di reintrodurre le sostanze sensibilizzanti, senza che si ripresentino i disturbi o i sintomi in precedenza manifestati.
Il medico cinese SUN SU MO, già nel 600 a.c. sosteneva che, quando si presentava un paziente con un disturbo, per prima cosa si doveva correggere la sua alimentazione.
Dalle intolleranze si guarisce, seguendo diete ad eliminazione, o di rotazione, associate eventualmente ad un sostegno fitoterapico.
Sarebbe buona regola inoltre, che i prodotti che compaiono sulle nostre tavole provenissero da colture biologiche, esenti da sostanze chimiche aggiunte, qualitativamente migliori e poco elaborate; infatti molte sostanze chimiche addizionate agli alimenti, in qualsiasi momento della lavorazione, possono renderli intolleranti. Ad esempio, gli oli vegetali non spremuti a freddo, sono cibi che molto spesso sviluppano intolleranza.
Pertanto alimenti privi di sostanze sensibilizzanti ( uova, lievito, frumento, latte, zuccheri veloci), sono in grado di apportare sostanze nutritive che rafforzano il nostro sistema immunitario e un’alimentazione equilibrata e naturale aiuta a combattere allergie e intolleranze alimentari, tenendo conto delle esigenze fisiologiche di ogni persona.
 

 
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